Socket S.r.l. · CashPulse
CashPulse — controllo dei flussi di cassa: consuntivo, budget, fatture elettroniche, riserve, previsione e rischi. Versione 2.3.
CashPulse non ha password. Si entra con la propria email: il sistema invia un collegamento che vale 15 minuti e si può usare una volta sola.
https://cashpulse.sckt.it e scrivi la tua email.Nella stessa email c'è anche un codice numerico: serve quando leggi la posta su un dispositivo diverso da quello su cui vuoi entrare (per esempio email sul telefono, CashPulse sul PC). Premi Ho già un codice, scrivi email e codice, entra.
Il link non arriva? Un amministratore può leggerti il codice al telefono: lo vede in Gestione → Accessi in corso. Il codice scade comunque dopo 15 minuti.
È la prima schermata dopo l'accesso e risponde alla domanda «come sta la cassa». In alto gli indicatori: cassa operativa (saldo dei conti correnti), riserve (investimenti), entrate e uscite del mese corrente, movimenti ancora da classificare, e la situazione fatture dell'anno in corso — emesse, aperte da incassare, ancora a budget da emettere — con il fatturato previsto a confronto con l'anno precedente (differenza a valore e in percentuale).
Sulle fatture ogni numero ha due letture, e le schede le mostrano entrambe invece di lasciarle indovinare. Accanto al numero grande una marca dice su quale base è calcolato — con IVA per le tre schede delle fatture, imponibile per il fatturato previsto — e sotto due badge portano le altre due grandezze: imponibile, IVA e totale, in ordine crescente, così che si leggano come una somma. L'IVA ha un colore suo perché non è né ricavo né cassa che resta: è denaro che transita.
Se su una scheda l'IVA non risulta il 22% dell'imponibile, non è un errore di visualizzazione: vuol dire che su qualche fattura imponibile, IVA e totale non tornano fra loro. Conviene aprire l'elenco delle fatture di quel gruppo e correggere il documento incoerente, perché quello stesso totale sbagliato entra anche nella proiezione di cassa.
Sotto, la proiezione di cassa, con tre finestre a scelta — anno corrente, anno mobile (12 mesi da oggi) o 24 mesi. Ogni barra è il saldo di fine mese: per i mesi già conclusi e coperti dall'estratto conto è il saldo reale, per gli altri è la proiezione dal piano (fatture non incassate + costi a budget + riserve). Le barre rosse sono i mesi in cui il saldo scende sotto la soglia minima (la linea tratteggiata); il riquadro sopra il grafico riassume quanti sono. La tabella in fondo dà gli stessi numeri per esteso, colonna per colonna: incassi a budget, attesi e incassati, costi a budget e consuntivo, riserve, saldo a budget e saldo reale.
Il saldo di partenza della proiezione è scritto sotto il titolo: è l'ultimo saldo dichiarato dei conti più i movimenti registrati dopo quella data.
Scorciatoia: nella tabella, le celle di incassi budget, costi budget e riserve (quando mostrano il piano, non il reale) si possono premere. Portano dritti al Budget del mese scelto, con quella colonna evidenziata e pronta da modificare — utile per correggere subito una previsione che non convince.
Qui c'è il consuntivo: ogni riga è un movimento di banca o di carta. I filtri in alto permettono di stringere per conto, categoria, stato, periodo o testo nella descrizione; i pulsanti Anno / 6 mesi / 3 mesi sopra la tabella impostano il periodo con un clic, sempre a ritroso da oggi.
I doppioni non sono un problema: se lo stesso estratto conto viene importato due volte, le righe già presenti vengono riconosciute e scartate automaticamente.
Una griglia per anno: le categorie sulle righe, i dodici mesi sulle colonne. Ogni cella è un importo previsto, firmato (costi negativi). Le celle si modificano scrivendoci dentro: al cambio di cella il valore è già salvato. Svuotare una cella (o scrivere 0) cancella la previsione.
La griglia scorre dentro un proprio riquadro: la testata dei mesi resta in alto, la colonna delle categorie resta ferma a sinistra e la barra di scorrimento orizzontale è sempre a portata di mano. Attivando Mostra consuntivo compare sotto ogni riga di budget, in grigio, il reale dello stesso anno preso dai movimenti: dove il mese è andato peggio del previsto (meno cassa), il numero è rosso.
Ogni importo può portare una nota che dice da cosa deriva: «settembre: tasse automobilistiche», «dicembre: tredicesima», «maggio: parcheggio in BOT». Serve a rileggere il piano fra sei mesi senza doversi ricordare il perché.
Nell'angolo in alto a destra di ogni cella c'è un piccolo segnalibro: si accende quando una nota c'è già, e passandoci sopra la mostra. Premendolo si apre un riquadro sotto la riga dove scrivere o cambiare il testo, con Salva nota ed Elimina nota.
Nota e importo sono indipendenti: cambiando la cifra la nota resta, e cancellando la nota la cifra non si muove. La nota si legge anche dall'assistente AI, che può quindi rispondere non solo «quanto» ma «perché».
Ogni importo della riga consuntivo si può premere: sotto si apre l'elenco dei movimenti che lo compongono, con data, conto, importo e descrizione, e il totale che ricontrolla la somma. Premendo il totale di riga si vedono invece tutti i movimenti dell'anno per quella voce.
È il modo rapido per rispondere a «perché questo mese le auto costano così tanto»: si apre la cella e si leggono le singole spese. Da Apri nei Movimenti si passa alla schermata Movimenti con gli stessi filtri già impostati, per correggere una categoria o aggiungere una nota. Un secondo clic sulla cella, o Chiudi, richiude il pannello.
Il budget dei costi alimenta la proiezione di cassa. Il fatturato previsto invece non si scrive qui: si registra come fattura prevista (sezione seguente), così quando la fattura vera viene emessa prende il suo posto senza doppi conteggi. Dal cruscotto si arriva dritti al mese giusto di questa griglia: vedi la scorciatoia nella sezione 3.
I trasferimenti da e verso le riserve (il conto Fideuram) con la stessa convenzione di segno della banca: negativo = versamento verso le riserve, positivo = rientro in banca. In alto quattro indicatori: saldo attuale delle riserve, rientri e versamenti reali dell'anno, piano residuo (i trasferimenti a budget da qui a fine anno).
Sotto, tre tabelle per l'anno scelto: il piano — i trasferimenti a budget, mese per categoria, che si aggiungono e modificano come nel budget e che entrano nella proiezione di cassa; il consuntivo — i movimenti reali di trasferimento già arrivati dall'estratto conto; e un confronto mensile piano/consuntivo con il delta.
Ogni fattura attiva ha uno stato: prevista (dal budget, non ancora emessa), emessa, parzialmente incassata, incassata, annullata. Lo stato di incasso non si imposta a mano: lo decidono gli incassi registrati. La data d'incasso attesa segue i giorni di pagamento del cliente (90 per Agrifarma); tutto ciò che resta da incassare entra nella proiezione, e di una fattura incassata a metà conta solo il residuo.
La tabella porta due colonne di importo: Imponibile e Totale, che è sempre IVA inclusa. Nel modulo di inserimento si compila uno dei due — scrivendo l'imponibile arriva il totale, scrivendo il totale si ricava l'imponibile — e fa fede l'aliquota scelta lì accanto. Vale anche in modifica, e vale per chiunque scriva: la conversione la fa l'API, quindi anche l'assistente AI può indicare l'importo che ha sotto mano. Se si indicano entrambi e non tornano fra loro, la fattura viene rifiutata con un messaggio che dice di quanto: un totale sbagliato non è un dettaglio estetico, entra dritto nella proiezione di cassa.
I filtri in alto stringono per controparte, linea di ricavo o data di emissione. Il filtro Stato è a selezione multipla: i valori si accendono e spengono e si combinano (per esempio emessa + parzialmente incassata per vedere tutto quello che resta da incassare). I pulsanti Anno / 6 mesi / 3 mesi arrivano sempre al 31/12 dell'anno corrente, così restano incluse anche le previste.
Dettaglio e Modifica aprono una finestra sopra l'elenco: la tabella resta ferma dov'era, così non si perde il segno. La finestra si chiude con Chiudi, con il tasto Esc o cliccando fuori; cambiando schermata si chiude da sé.
In Modifica ci sono due campi di testo diversi, ed è utile non confonderli: la Descrizione è il corpo della fattura elettronica e finisce nell'XML; le Note interne restano in CashPulse. Le note interne sono quelle che spieghiamo sulle previsioni — da dove viene l'importo previsto, cosa è stato concordato. Nell'elenco le fatture che ne hanno una portano l'etichetta nota accanto alla linea di ricavo, e il testo si legge per intero in cima al Dettaglio.
Il corpo della fattura si compone da Dettaglio. Una riga può essere:
Gli importi si ricalcolano da soli: scrivendo quantità e prezzo arriva l'imponibile, scrivendo l'imponibile la riga diventa «a corpo». Imponibile, IVA e totale della fattura sono la somma delle righe, e sotto compare il riepilogo per aliquota come nel documento.
Una fattura prevista non può ricevere incassi: va prima portata a emessa, con numero e data reali. La regola vale sia in questa pagina sia chiedendolo all'assistente AI — è pensata per non perdere il numero e la data veri di emissione.
Una nota di credito (totale negativo) viene emessa come TD04, con gli importi in valore assoluto, senza che tu debba indicare nulla.
L'anagrafica fiscale delle controparti. Serve a due cose: comporre il blocco del destinatario nella fattura elettronica, e calcolare la data di incasso attesa con i giorni di pagamento di quel cliente invece di un valore uguale per tutti.
La colonna Stato dice se il cliente è pronto per la fattura elettronica. Perché lo sia servono partita IVA, indirizzo, CAP, comune e — il campo che si dimentica sempre — il codice destinatario SDI di 7 caratteri, oppure la PEC. Senza uno dei due lo SDI non sa a chi consegnare la fattura e la scarta.
Le fatture che riceviamo dai fornitori, come sono arrivate dallo SDI. Si importano dall'XML della fattura elettronica: CashPulse ne ricava il fornitore, gli importi, le righe di dettaglio e conserva il documento originale.
Queste fatture non entrano nella proiezione di cassa né nel consuntivo. Quel denaro è già nell'estratto conto come movimento di banca: contarlo una seconda volta raddoppierebbe ogni costo. Sono un archivio, e servono a rispondere alla domanda «di che cosa era questa uscita» e a rileggere il documento senza cercarlo altrove.
I fornitori non si inseriscono a mano: nascono dalle fatture. L'identità è la partita IVA, non il nome, perché la stessa azienda si firma in modi diversi da un documento all'altro — con e senza «S.R.L.», con la ragione sociale rinnovata — e sul nome si creerebbero doppioni dello stesso soggetto. Per la stessa ragione, quando una fattura porta un nome diverso da quello già in archivio, il nome salvato non viene sovrascritto: una correzione fatta a mano resterebbe cancellata al prossimo import.
Ogni fornitore mostra quante fatture ha emesso, quanto si è speso e la data dell'ultima. La categoria di default dice dove classificare le sue spese, e non resta un'etichetta a sé: appena la si assegna viene riportata su tutte le fatture di quel fornitore che non hanno ancora una categoria, e da quel momento vale anche per le fatture nuove che arrivano. Non sovrascrive mai una categoria già messa sulla singola fattura: una scelta fatta sul documento vale più di una regola generale sul fornitore.
Il pulsante Riporta le categorie sulle fatture fa la stessa cosa su tutta l'anagrafica in un colpo, e si può premere quante volte si vuole: se non c'è niente da aggiornare lo dice e non tocca nulla. L'elenco dei fornitori nel filtro è in ordine alfabetico — con oltre cento nomi, l'ordine per spesa serviva a capire chi pesa, non a trovare qualcuno.
La terza scheda, Spese per categoria, è la lettura d'insieme: una riga per categoria, i dodici mesi in colonna, il totale dell'anno. Il selettore in alto cambia anno, e il commutatore imponibile / IVA inclusa sceglie su quale base leggere — l'imponibile è il costo, il totale è il denaro uscito. Un clic sulla categoria apre le fatture che la compongono: un cruscotto serve a poco se non si può scendere a vedere di che cosa è fatto un numero.
Questa lettura segue la data del documento, non quella del pagamento: è una lettura per competenza. Il consuntivo del budget segue invece la cassa, cioè quando il denaro è uscito dal conto. I due totali non devono coincidere, e la differenza non è un errore: è lo sfasamento fra quando una spesa nasce e quando viene pagata. Vanno letti per quello che sono, non confrontati alla ricerca di una quadratura che non esiste.
Nei filtri delle fatture ci sono due scorciatoie: senza categoria mostra le fatture ancora da classificare, fornitore senza categoria mostra quelle il cui fornitore non ha una categoria di default — cioè la causa da rimuovere, perché sistemando il fornitore si sistemano in un colpo tutte le sue fatture. Lo stesso filtro c'è nella scheda dei fornitori.
Il pulsante di riconciliazione confronta le fatture con gli addebiti del conto e crea il legame dove regge. Le regole vanno dalla più stringente alla più larga, e ognuna lascia scritto come ha deciso, così un abbinamento si può sempre rifiutare a ragion veduta:
Dove il legame si crea e la fattura non ha ancora una categoria, questa viene ereditata dal movimento: in banca la spesa è già classificata, e ripetere il lavoro a mano su centinaia di documenti non aggiungerebbe nulla. Al fornitore la categoria di default si assegna solo se tutte le sue fatture concordano: chi vende cose di natura diversa non ha una categoria sola, e indovinarla sarebbe peggio che lasciarla vuota.
Molte fatture non sono riconciliabili, e non è un difetto. Quelle pagate con carta di credito finiscono dentro l'addebito cumulativo della carta e in banca non esistono come riga propria; quelle in contanti non passano dal conto. Il riconciliatore le tiene da parte invece di forzarle su un importo che coincide per caso. Per queste servono le categorie Spese di viaggio, Spese di vitto e Spese di alloggio: in estratto conto quelle spese sono accorpate nelle carte, e la fattura è l'unico posto dove possono avere un nome proprio.
Il filtro da pagare mostra le fatture che aspettano un bonifico: fornitori che si pagano a bonifico, che nessuno ha dichiarato di aver pagato e che non risultano in estratto conto. Chi va in addebito diretto o su carta si paga da sé e non compare.
Il pulsante Distinta bonifici trasforma quell'elenco in un file che l'home banking importa: il tracciato CBI, che è quello che la nostra banca accetta — lo stesso della distinta stipendi. Nella finestra ogni riga porta il beneficiario, il numero da pagare, l'IBAN in chiaro e la causale che leggerà il fornitore. Si sceglie che cosa pagare, si conferma la data di esecuzione, si scarica il file.
Nel portale della banca ogni bonifico ha due campi di testo: la Descrizione, che è quel che legge il fornitore sul suo estratto conto, e la Causale, obbligatoria e più corta. Il file le porta entrambe, quindi non c'è niente da completare a mano: la descrizione dice «Ns. pagamento fattura 240 del 31/08/2026» più la causale del documento, la causale dice «Fattura 240 del 31/08/2026» nei 35 caratteri ammessi.
Prima di eseguire un bonifico la banca verifica che il nome del beneficiario corrisponda all'IBAN. Il confronto è con il nome depositato presso la banca del fornitore, che non sempre è scritto come sulle sue fatture: capita di vedere «DI BUONASERA ARIANNA-LUCHERINI MICHELA SNC» sulla fattura e «DI BUONASERA ARIANNA E LUCHERINI MICHELA S.N.C.» in banca. Quando il portale si ferma e suggerisce il nome giusto, si copia in correggi sulla riga della distinta: vale da lì in avanti per tutte le fatture di quel fornitore, e nell'elenco compare sotto la denominazione così si vede sempre che cosa finirà nel file.
L'IBAN non si ricopia a mano: viene dalla fattura stessa, dove l'emittente ha dichiarato dove vuole essere pagato. Dove il documento non lo porta — capita sulle parcelle — si scrive a mano con cambia IBAN, e resta valido per quella fattura; per usarlo sempre si mette sul fornitore. Un IBAN che non supera il controllo delle cifre viene rifiutato prima di finire nel file.
L'importo è quello che esce davvero dal conto, non il totale del documento: su una parcella con ritenuta d'acconto è il netto che il professionista si aspetta, e su un acquisto in reverse charge è l'imponibile, perché quell'IVA non si paga al fornitore.
Le righe si dividono in tre stati, e la differenza conta:
Il file non dichiara pagate le fatture, e non deve: fra lo scarico e l'addebito ci sono l'autorizzazione in banca e i giorni di valuta. La fattura risulterà pagata quando il movimento arriverà in estratto conto e la riconciliazione lo aggancerà. Quel che la distinta registra è che quelle fatture sono già state disposte: da lì in poi portano la pastiglia distinta con la data, e rimetterle in un secondo file produce un avviso. È la difesa contro il pagamento doppio, che in quei giorni di attesa è l'errore facile.
Distinte preparate elenca quelle già fatte, permette di riscaricare il file esattamente com'era, e dice quanti dei suoi bonifici sono poi arrivati in estratto conto. Una distinta si può annullare finché nessuno dei suoi bonifici risulta pagato — le fatture tornano semplicemente fra quelle da pagare — ma annullarla non ferma i bonifici se il file è già stato caricato in banca: quello si fa in banca.
Coordinate ordinante serve una volta sola: l'IBAN da cui escono i bonifici (di default quello dei dati di fatturazione) e il Codice Univoco CBI, che la banca assegna all'azienda e senza il quale qualche portale rifiuta il file. Lì si sceglie anche il tracciato — CBI, oppure lo standard ISO se un giorno servisse — e il livello di servizio: SEPA è il bonifico ordinario, FAST quello veloce che si usa per gli stipendi. Per i fornitori l'ordinario basta e costa meno.
Nei Movimenti, le righe che hanno fatture collegate portano una pastiglia con il loro numero. Un clic apre l'elenco: fornitore, numero, data, quanto di quella spesa spetta a ciascuna fattura, con quale criterio è stato stabilito il legame, e il collegamento all'XML. È la risposta a «di che cosa era questa uscita» senza cercare niente altrove.
Dettaglio apre la fattura in una finestra: intestazione, importi, scadenza, causale e le righe con quantità, unità di misura, prezzo e aliquota. In fondo, Apri l'XML originale mostra il file come è arrivato — è conservato dentro CashPulse, quindi resta leggibile anche se la cartella da cui è stato importato cambia posto.
Lo stesso vale per le fatture che emettiamo: Anteprima leggibile, accanto ad Anteprima XML, mostra come verrà la fattura prima di generarla davvero — e su ogni file già emesso c'è il pulsante HTML. È lo stesso foglio di stile che usa AssoInvoice, quindi quello che vedi è quello che vedrà il cliente: è la pagina da mandargli quando chiede la fattura, perché l'XML non lo apre nessuno.
Sugli importi non si corregge nulla. Il formato prevede sconti e arrotondamenti, per cui imponibile + IVA può non fare esattamente il totale: quando succede la finestra lo dice, e fa fede il totale dichiarato dall'emittente. Su un documento ricevuto la nostra opinione non conta.
Le note di credito (tipo TD04) contano in negativo nei totali, altrimenti la spesa risulterebbe più alta di quella vera.
Molte fatture portano con sé degli allegati: il PDF di cortesia, il documento di trasporto, il dettaglio dei rifornimenti in foglio di calcolo. Non sono file a parte — stanno dentro la fattura elettronica, ed è per questo che finora non si vedevano. Quando ci sono, la riga dell'elenco lo segnala e il dettaglio li elenca con nome e dimensione: Apri mostra il file in una scheda nuova, Scarica lo salva. Quelli che il fornitore ha compresso in un archivio vengono consegnati già estratti, così non c'è niente da aprire a mano.
Cinque schede in un'unica schermata.
Le voci già usate su fatture o righe non si possono cancellare: si disattivano. È una protezione voluta — cancellare un articolo o un'unità in uso lascerebbe documenti incoerenti.
Il confronto tra consuntivo e budget, categoria per categoria, sull'anno scelto. Con Annota registri la motivazione («stipendi +15%: nuovo assunto da marzo»): la nota resta attaccata a mese e categoria, e la ritrovi anche negli anni successivi. È la memoria del perché i costi sono cresciuti.
Il consuntivo arriva sempre all'ultimo mese chiuso: a settembre si fermerà al 31 agosto. Confrontarlo col budget di dodici mesi farebbe apparire ogni voce in grande risparmio — vero solo perché l'anno non è finito. Per questo le prime tre colonne lavorano sulla stessa finestra: Consuntivo gen–ago, Budget gen–ago e il Δ periodo che li sottrae. È l'unico numero che misura davvero uno scostamento, e il periodo è scritto nell'intestazione così non resta sottinteso.
Le tre colonne a destra non misurano lo scostamento, guardano avanti e indietro. Il Budget dell'anno è il piano intero. Il Residuo è quel piano meno quanto si è già speso, e risponde alla domanda pratica: quanto possiamo ancora spendere? Sotto c'è la quota di piano già consumata («usato 67%»). Il Consuntivo dell'anno precedente dice quanto è costata la stessa voce l'anno prima — a tutto anno, con sotto la stessa finestra gen–ago per un confronto omogeneo.
Sul residuo il colore non segue il segno come nelle altre colonne. Su un costo il residuo è negativo per tutto il tempo in cui c'è piano da spendere: colorarlo di rosso avrebbe tinto quasi tutta la colonna. Il rosso compare solo quando il piano dell'anno è già finito — residuo di segno rovesciato, «usato» oltre il 100% — che è l'unica cosa che serve vedere da lontano.
La percentuale non compare quando piano e consuntivo vanno in direzioni opposte: su un giroconto previsto in entrata e avvenuto in uscita il rapporto darebbe «usato −600%», un numero che non vuol dire nulla.
Un delta negativo è sfavorevole in entrambi i sensi: sui costi vuol dire speso più del piano, sui ricavi incassato meno. Il segno racconta la stessa cosa.
Con quaranta categorie la griglia va guidata. Si cerca per nome, si restringe per tipo (costi, ricavi, tasse, trasferimenti), si tengono solo gli scostamenti oltre una soglia, e con una spunta si mostrano anche le voci a zero, che di norma restano fuori. Azzera filtri riporta tutto come prima.
Un clic sull'intestazione ordina per quella colonna, un secondo clic inverte il verso: la freccia dice quale colonna comanda. Il primo ordinamento è per Δ periodo, così le voci più fuori piano stanno in cima. In fondo la riga dei totali somma le righe mostrate, quindi filtrando per tipo si ottiene il totale di quel tipo.
La via consigliata è l'assistente AI (sezione 13): gli passi l'estratto conto in qualunque formato — Excel della banca, CSV, anche un PDF — e lui normalizza, importa, applica le regole di categorizzazione e ti dice quante righe sono nuove, quante doppie, quante da rivedere.
In alternativa la pagina Import accetta un elenco JSON già normalizzato (per usi tecnici). In fondo alla pagina, il registro dei lotti importati: chi, quando, quante righe.
Importando l'estratto conto, CashPulse guarda i bonifici in entrata e riconosce quali fatture stanno pagando, registrando gli incassi senza che nessuno debba spuntarli. Funziona perché il cliente scrive in causale numero e data delle fatture pagate («27 31/10/24 28 31/10/24»): numero e data insieme sono una chiave esatta. Un bonifico può saldare più fatture in una volta — nello storico fino a cinque.
Se la causale non basta, prova con l'importo: se corrisponde al residuo di una sola fattura la abbina, altrimenti non abbina niente e lo dichiara. È voluto: meglio nessun abbinamento che uno sbagliato, e il solo importo non è affidabile perché più fatture possono valere la stessa cifra.
Ogni incasso resta legato al movimento da cui proviene, quindi rilanciare la riconciliazione non duplica mai nulla. Gli incassi riconosciuti così si distinguono per l'etichetta auto accanto alla modalità.
La deduplica riconosce lo stesso movimento da data + importo + descrizione. Se la banca riesporta un addebito già importato cambiandone la dicitura, l'impronta non coincide e il movimento entrerebbe due volte, raddoppiando un costo uscito una volta sola.
Per questo, quando arriva una riga con la stessa data e lo stesso importo di una già presente ma con testo diverso, CashPulse la registra e la mette in coda di revisione, scrivendo nella nota quale movimento le somiglia. Non la scarta da sé: due addebiti identici nello stesso giorno possono essere entrambi veri. La decisione resta a chi guarda; quello che non è ammesso è che passi in silenzio.
Il primo indizio di un doppione è la riconciliazione: se il calcolato è più basso del dichiarato, in mezzo c'è un'uscita registrata due volte. È così che è emerso il caso degli addebiti NEXI del 17/08/2026, riesportati il 19 con un'altra formulazione: lo scarto era esattamente la loro somma.
Sezione riservata (gli utenti normali non la vedono). Quattro blocchi:
CashPulse espone i propri strumenti agli assistenti AI tramite MCP (Model Context Protocol) — oggi 40 strumenti. L'assistente collegato può leggere la situazione di cassa, fatture e riserve, importare estratti conto, riconciliare, inserire budget e fatture, annotare scostamenti — sempre con i permessi del ruolo a cui appartiene la chiave. Il server conosce da solo le convenzioni di CashPulse (importi firmati, imponibile vs totale IVA inclusa, ciclo delle fatture, il fido bancario da non confondere con il saldo): non serve spiegargliele.
https://cashpulse.sckt.it/mcp con intestazione Authorization: Bearer <chiave>.claude mcp add --transport http cashpulse https://cashpulse.sckt.it/mcp --header "Authorization: Bearer <chiave>"| Cosa chiedi all'assistente | Cosa usa |
|---|---|
| «Com'è messa la cassa?» / «Che rischi vedi?» | situazione_cassa, proiezione_cassa, rischi |
| «Che fatture sono aperte?» / «Aggiorna la fattura 42» | lista_fatture, aggiorna_fattura (stesse regole della schermata: una prevista non salta a incassata, imponibile+IVA deve quadrare col totale) |
| «Com'è la situazione riserve?» | situazione_riserve (saldo, trasferimenti reali dell'anno, piano futuro) |
| «Importa questo estratto conto» (file allegato) | importa_movimenti con deduplica e regole, poi dichiara_saldo e riconcilia_conto |
| «Mostrami solo i trasferimenti riserve di giugno» | lista_movimenti con il filtro tipo |
| «Registra il budget 2027» / «Carica queste fatture» | inserisci_budget, importa_fatture |
| «Perché a settembre le auto costano di più?» | lista_budget (legge le note degli importi) |
| «Perché le tasse sono cresciute? Annotalo» | scostamenti, annota_scostamento |
| «Registra l'incasso della 14» / «Riconcilia gli incassi dall'estratto conto» | registra_incasso (anche parziale), riconcilia_incassi_fatture |
| «Componi la fattura con 3 giornate e 5 licenze» / «Aggiungi una nota in fattura» | imposta_righe_fattura, aggiungi_riga_fattura, righe_fattura |
| «Genera l'XML della fattura 15» | verifica_fattura_elettronica, poi genera_fattura_elettronica |
| «Aggiungi l'articolo SVI-500 allo Sviluppo» / «Che aliquote abbiamo?» | crea_articolo, lista_articoli, lista_aliquote_iva |
| «Cambia il nostro IBAN» | aggiorna_dati_fatturazione (rifiuta un IBAN non valido) |
| «Fattura a un cliente estero» / «Completa l'anagrafica di questo cliente» | crea_cliente e aggiorna_cliente con nazione; le nature N2.1, N3.1…N3.6 ci sono tutte |
| «Che cosa devo bonificare?» / «Prepara la distinta» | bonifici_da_disporre, poi distinta_sepa (il file si scarica da CashPulse) |
| «Quali distinte ho già fatto?» / «Annulla la distinta 3» | distinte_sepa, annulla_distinta_sepa |
| «L'IBAN di questo fornitore è questo» | coordinate_fornitore |
| «Fammi vedere l'allegato di questa fattura» / «Che cosa dice questa bolletta?» | allegati_fattura_passiva (con l'indice consegna il contenuto; di un PDF estrae il testo) |
| «Di che cosa era questa uscita?» | spesa_del_movimento |
| «Quanto abbiamo speso per categoria?» | spese_per_categoria (per competenza), scostamenti (per cassa) |
| «Questo abbinamento è sbagliato» / «Butta questa fattura» | scollega_pagamento_fattura, elimina_fattura_passiva |
| «Che regole di categoria ci sono?» / «Quali mesi sono chiusi?» | regole_categoria, stato_periodi, lotti_import |
| «Chiudi giugno» / «Riapri giugno» | consolida_periodo, riapri_periodo |
Una chiave creata da un utente viewer permette all'assistente solo di leggere: gli strumenti di scrittura rispondono con un rifiuto esplicito.
| Sintomo | Spiegazione e rimedio |
|---|---|
| «Link non valido, scaduto o già usato» | Il link vale 15 minuti e una volta sola. Richiedi un nuovo accesso; in urgenza un admin ti legge il codice da Gestione → Accessi in corso. |
| Scollegato all'improvviso dopo aver cambiato browser | È una protezione: la sessione è legata al browser in cui è nata. Rientra con un nuovo link. |
| «Periodo consolidato» quando modifichi o importi | Quel mese è chiuso. Se la correzione è legittima: Gestione → Periodi → Riapri, correggi, riconsolida. |
| La riconciliazione mostra una differenza | Tra l'ultimo saldo dichiarato e i movimenti registrati manca (o avanza) qualcosa: quasi sempre un estratto conto non ancora importato. Il dettaglio mensile della riconciliazione indica dove. |
| Un movimento importato non si vede | Probabile doppione scartato dalla deduplica: controlla il registro in Import (colonna Doppioni). |